Parcheggiare lontano dalle scuole per non intossicare i ragazzi. A Londra 400 istituti aderiscono a “school run”

L'iniziativa nata per difendere gli studenti dai gas di scarico delle auto che sostano di fronte agli istituti nelle ore di ingresso e di uscita

Parcheggiare lontano dalle scuole per non intossicare i ragazzi. A Londra 400 istituti aderiscono a “school run”

 

A Londra la lotta all’inquinamento passa anche dalla school run, ovvero la modalità scelta per accompagnare i figli a scuola. Merito del progetto school street che prevede che nelle strade davanti alle scuole le macchine non possano passare all’ora di ingresso e di uscita dei ragazzi.

Un modo per ridurre lo smog in queste aree, che spesso vengono trasformate dalle auto dei genitori in coda, in delle “camere a gas” dove bambini e ragazzi devono camminare oppure sostare, in attesa dell’ingresso in classe. A Londra, ormai, sono 400 le scuole che hanno deciso di difendere i propri ragazzi dall’inquinamento con un divieto temporaneo di transito. Un numero significativo, cui si arrivati nel giro di pochi mesi, e che sembra destinato ad aumentare ancora.

Secondo il progetto, le automobili non possono passare di fronte alla scuola per far scendere o recuperare i bambini all’inizio e alla fine delle lezioni. I genitori devono lasciare più lontano i ragazzi e invitarli a camminare fino alla scuola oppure parcheggiare nelle zone adiacenti e poi camminare con loro fino a destinazione. Il progetto, lanciato lo scorso anno anche con il sostegno del quotidiano Times, punta a ridurre l’inquinamento e a rendere più sicure le strade della capitale, ma anche a contrastare l’obesità infantile, incoraggiando le famiglie ad andare a scuola a piedi o in bicicletta.

All’origine di questa iniziativa c’è la consapevolezza, confermata anche da uno studio dell’università del Surrey pubblicato in aprile, che il gas di scarico delle automobili rilascia particelle nocive che rimangono sospese nell’aria in alta concentrazione, dove i bambini le respirano. Queste piccole particelle, però, possono penetrare nei polmoni e nel sangue e i giovanissimi sono particolarmente vulnerabili perché il loro sistema respiratorio è ancora in fase di sviluppo.

La velocità di diffusione del progetto è stata sorprendente, perché dalle 81 scuole che avevano aderito in aprile, si è passati a 383 in ottobre con nuove iscrizioni registrate nelle scorse settimane. Merito del sostegno di associazioni di volontariato impegnate nella lotta all’inquinamento, come ad esempio Mums for Lungs. Secondo i dati ufficiali, ci sono altre 68 scuole che aspettano solo le ultime conferme per aderire al progetto school street, cosicchè quando la trafila sarà completata anche per loro si arriverà ad avere il 15 per cento delle scuole della città che aderiscono all’iniziativa.

L’area che ha il numero maggiore di scuole green è Merton, con il 40,4 per cento dei suoi istituti scolastici che seguono questa prassi, seguita da Islington, che conta il 40 per cento di scuole aderenti e Hackney dove gli istituti che hanno deciso di cambiare sistema sono il 35,5 per cento. Nella lista dei “cattivi” finiscono invece Barnet e Bexley, che non hanno nessuna school street, come l’area di City of London, che però sta ragionando sull’applicazione di questo schema per la Charterhouse Square School.

A favorire l’incremento di questi spazi sicuri, infine, ha contribuito anche Transport for London, che in giugno ha sostenuto l’iniziativa, sottolineano che si tratta di un modo per lasciare più spazio a genitori e bambini fuori da scuola, favorendo il distanziamento sociale necessario per via del Coronavirus.


Articolo realizzato con il supporto di Green Network Energy – la prima azienda italiana di energia nel Regno Unito 


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