A Londra si respira meglio: il lockdown da coronavirus fa bene alla città

I livelli di inquinamento da gas di scarico sono diminuiti per via dell'isolamento forzato richiesto dal governo

A Londra si respira meglio: il lockdown da coronavirus fa bene alla città

 

Per gli ottimisti un lato positivo nell’isolamento per il Coronavirus esiste: la riduzione dell’inquinamento. Le registrazioni recenti compiute dal Department of the Environment, Food and Rural Affairs, infatti, dimostrano che la scorsa settimana a Londra la quantità di inquinanti nell’area è risultata inferiore di lunedì – il giorno normalmente più caotico nella metropoli – che non di domenica.

Un capovolgimento della normale situazione e anche un segno del fatto che la riduzione del traffico veicolare, dovuta all’aumento dello home working e all’indicazione di uscire il meno possibile di casa, ha determinato delle conseguenze a livello ambientale. In particolare, si sono abbassati notevolmente i livelli del biossido di azoto, anche se in realtà pure il Pm 10 e il Pm 2,5 si sono ridotti significativamente.

In fondo i cieli puliti non sono una prerogativa solo di Londra. A causa dei divieti di circolazione emessi dai vari governi, la qualità dell’aria è migliorata anche in molte altre metropoli del mondo, da Shangai a Pechino fino a Roma e Milano. La clausura forzata ha congelato i normali ritmi di vita e ha dimostrato che qualcosa contro l’inquinamento si potrebbe davvero fare.

Secondo il ministero dell’ambiente, poi, tutte le 165 centraline di controllo messe in rete nel Regno Unito hanno confermato che l’inquinamento dell’aria si è significativamente ridotto. A Londra, Birmingham, Bristol e Cardiff, ad esempio, si è registrato un calo dell’inquinamento da Pm10 e Pm 2,5 (le piccole particelle che si respirano senza accorgersi) che oscilla tra il 33 e addirittura il 50 per cento. Mentre a Manchester, York e Belfast la riduzione del biossido di azoto è vicina al 25 per cento.

I dati sono stati raccolti da alcune stazioni collocate nelle strade secondarie delle grandi città, in aree residenziali, in modo da poter offrire indicazioni di quello che davvero si respira ogni giorno. Secondo gli esperti la riduzione dell’inquinamento rappresenta un beneficio in termini di salute per i cittadini. Anzi, gli esperti hanno approfittato di queste misurazioni per ricordare nelle aree più inquinate la gente appaia più a rischio di essere contagiata dal Coronavirus, che attacca i polmoni, appunto le vittime designate anche di Pm e biossido di azoto.

L’elemento curioso è che l’unico inquinante che risulta aumentato in queste registrazioni è l’ozono, visto che la reazione chimica che si produce nel contatto tra No2 (ovvero biossido di azoto) e Pm in genere riesce a ridurre i livelli di ozono, mentre adesso che i cieli sono limpidi e azzurri gli ostacoli alla formazione dell’ozono sono minori. Un problema secondario, in realtà.

Gli studiosi che hanno preso in esame questi dati sono convinti che dovrebbero diventare un elemento di riflessione per il governo centrale e anche per le comunità locali. A loro parere, promuovere di più il lavoro da casa e ridurre gli spostamenti e quindi l’inquinamento avrebbe infatti un impatto significativo in termini di salute.

Davvero un elemento su cui ragionare, quando la pandemia sarà finalmente sotto controllo e la gente potrà ricominciare a fare riflessioni sul futuro. Cercando di cambiare quello che non funziona e di proteggere la Natura e la sua bellezza.


Articolo realizzato con il supporto di Green Network Energy – la prima azienda italiana di energia nel Regno Unito 


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