Troppo inquinante: bocciato il piano per realizzare la terza pista di Heathrow

Secondo la Corte d'Appello non permetterebbe al Regno Unito di rispettare i tagli all’emissione di gas serra stabiliti per i prossimi anni

Troppo inquinante: bocciato il piano per realizzare la terza pista di Heathrow

 

Brusca frenata nel progetto di espansione per l’aeroporto di Heathrow. Ad imporla qualche giorno fa è stata la Corte d’Appello di Londra, che ha bocciato l’idea di una terza pista. Una sentenza che ha entusiasmato gli ambientalisti, che avevano trascinato in tribunale i gestori dell’aeroporto, sostenendo che il loro piano di ampliamento fosse una scelta dannosa per l’ambiente.

L’argomento sostenuto dalle associazioni Friends of the Earth e Plan B era che con nuovi voli sarebbe diventato impossibile per il Regno Unito rispettare i tagli all’emissione di gas serra che sono indispensabili per frenare i cambiamenti climatici e che sono anche stati indicati chiaramente nei trattati di Parigi.

Una tesi che è stata confermata dalla Corte d’appello, che ha sostenuto nella sua sentenza che l’espansione è illegale così come concepita ora, proprio perché è incompatibile con la legislazione vigente, che vuole che il governo arrivi ad emissioni zero entro il 2050. Un obiettivo impossibile da ottenere con una nuova pista, che secondo i calcoli porterebbe a 260mila nuovi voli all’anno verso l’hub londinese, circa 700 in più al giorno. Quasi come prendere l’aeroporto di Gatwick e spostarlo di fianco a quello di Heathrow attraverso un investimento da 14miliardi di sterline, che avrebbe potuto essere completato entro il 2028.

Subito dopo la sentenza John Holland-Kaye, amministratore delegato della società che gestisce l’aeroporto, ha dichiarato alla stampa che “la terza pista era necessaria per realizzare la visione di una Gran Bretagna globale, secondo le indicazioni del primo ministro”. Un escamotage per conquistare il consenso degli elettori di Boris Johnson, che però non ha ottenuto l’effetto sperato. Ora la società ricorrerà contro il giudizio e potrebbe apportare modifiche sostanziali che dovrebbero però essere valutate dal Governo, guidato adesso da Johnson, che anni fa si opponeva alla terza pista al punto da aver dichiarato pubblicamente che sarebbe stato disposto a sdraiarsi davanti alle gru per evitare che cominciassero i lavori. Ora il suo ruolo è cambiato, i tempi pure e anche la coscienza dei cittadini, che sembra essersi risvegliata e cerca di lavorare in favore della Natura.

Proprio questo nuovo atteggiamento, in realtà, rende particolarmente importante la sentenza sull’ampliamento di Heathrow. Rappresenta un precedente significativo, tale per cui, d’ora in poi, chiunque pensa a un nuovo progetto di questa portata, dovrà considerare non solo la sua ricaduta a livello economico e in termini di sviluppo commerciale, ma anche tenere conto dell’impatto ambientale.

Vale per il piano del Crossrail, la linea ad alta velocità, che è stata approvata da poco e ha un piano di riduzione dell’impatto ambientale articolato e complesso, che dovrà essere rispettato passo dopo passo. Gli ambientalisti e la società civile sono già mobilitati e pronti a reagire in caso di errori: come si è dimostrato con Heathrow.


Articolo realizzato con il supporto di Green Network Energy – la prima azienda italiana di energia nel Regno Unito 


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