Telecamere intelligenti a Londra per combattere l’inquinamento su strada

Speciali sistemi di monitoraggio aiuteranno a capire ed eventualmente deviare il traffico in tempo reale

Telecamere intelligenti a Londra per combattere l’inquinamento su strada

La chiave per ridurre il traffico – e quindi l’inquinamento atmosferico – a Londra potrebbe essere una piccola scatola triangolare grigia. Anzi decine di scatolette simili, sistemate sui semafori negli incroci più frequentati e capaci di registrare i dati su automobili, biciclette e pedoni di passaggio.

Si tratta di scanner realizzati da Vivacity Labs, una società informatica innovativa, che sono in grado di calcolare chi utilizza la strada e come, con un grado di accuratezza pari al 98 per cento. Fino ad ora per capire i flussi di transito lungo un certo incrocio e studiare come renderlo più agile, bisognava mandare delle persone a contare e spesso c’erano errori e incongruenze.

Adesso, grazie all’intelligenza artificiale, si potranno evitare errori e tenere sotto controllo il punto critico per 24 ore consecutive, sette giorni la settimana. Al momento a Londra sono stati installati due rilevatori nella zona di Millibank, ma il progetto è di collocarne entro marzo altri 43 in venti zone centrali della città.

Questi rilevatori fanno parte del progetto di Smart City che è in via di realizzazione su Londra. Una specie di rivoluzione, che va incontro anche ai bisogni di tipo ecologico. Visto che il sindaco Sadiq Khan vuole incoraggiare I londinesi a lasciare l’auto a casa e a muoversi a piedi o con i mezzi pubblici, è giusto che la città venga ripensata per assecondare le necessità di coloro che lo fanno. L’obiettivo del sindaco è quello di arrivare a fare in modo che entro il 2041 l’80 per cento degli spostamenti a Londra avvenga senza l’uso di automobili private. Per riuscire a centrarlo occorre studiare la viabilità esistente e mettere a punto cambiamenti, che consentano questa rivoluzione.

Ebbene i rilevatori elettronici giocheranno un ruolo di primo piano in questo programma, dal momento che permetteranno di fotografare la circolazione e poi modificarla per renderla più scorrevole e ridurre l’inquinamento atmosferico. Le informazioni che arrivano da queste sentinelle elettroniche del traffico sono le più svariate. Ad esempio, quelle sistemate a Millbank hanno dimostrato che il percorso pedonale lungo il fiume viene utilizzato di rado dai pedoni. Come mai? Ci sono degli ostacoli per farli arrivare in quel punto, mancano gli attraversamenti? Trovato il problema, il comune può intervenire e quindi modificare il modo di spostarsi nella zona presa in esame.

Un altro esempio riguarda gli spostamenti dei ciclisti. Se ad esempio un rilevatore informa che il numero di biciclette in una certa strada è molto elevato, si può pensare di investire su una pista ciclabile in modo di proteggere chi già sceglie questo mezzo ecologico e da incentivare altre persone a farlo.

Transport for London, che ha avviato con Vivacity Labs la rete di rilevatori per un programma di sperimentazione di due anni iniziato nel 2019, ha segnalato che le registrazioni stanno dando risultati interessanti, comunque tenendo conto delle questioni di privacy e protezione dei dati personali. L’idea, infatti, non è quella di spiare i cittadini, ma di trovare sistemi innovativi per rendere le strade della capitale più sicure e insieme più efficienti. E l’osservazione dei dati, l’incrocio delle statistiche e una valutazione dei possibili percorsi alternativi, sono fondamentali per assumere decisioni che consentano a più gente di andare a piedi o in bicicletta.

Nei piani di Tfl e di Vivacity Lab sono già state definiti anche le altre venti zone dove collocare i 43 nuovi sensori. Si tratta di Blackfriars Road e Stamford Street; Blackfriars Road all’interscambio con le ciclabili 3 e 6; Millbank con Vauxhall Bridge; Great Dover Street; Upper Thames Street e Southwark Bridge; Old Street; Tower Hill e Tower Gateway; l’area tra Westminster Bridge, York Road e Lambeth Palace Road; King’s Cross Road; Newington Buts; Lambeth Bridge e Albert Embankment; Whitechapel High Street; Waterloo Bridge e Waterloo Road; London Bridge; Tower Bridge; Shoreditch High Street; Marylebone Road; City Road e Colebrook Row; Hyde Park Corner e infine Edgware Road.


Articolo realizzato con il supporto di Green Network Energy – la prima azienda italiana di energia nel Regno Unito 


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