Decreto Brexit, la Camera approva il documento per tutelare italiani e capitali in UK

Previsto anche un potenziamento del personale per il Consolato di Londra e agevolazioni fiscali per chi vuol rientrare in Italia

Decreto Brexit, la Camera approva il documento per tutelare italiani e capitali in UK

 

Via libera definitivo da parte della Camera al decreto legge Brexit che contiene misure volte a garantire la sicurezza e la stabilità nel caso di uscita del Regno Unito dall’Unione Europea senza un accordo.  Il testo, con la pubblicazione in Gazzetta, diventerà ufficialmente legge.

Il decreto prevede numerose tutele per la salvaguardia dei capitali e delle aziende fondate da italiani in UK, ma soprattutto per il diritto acquisito dai cittadini italiani che vivono, lavorano e studiano nel Regno Unito.

In particolare modo è previsto il potenziamento delle strutture consolari e si accelerano i termini di iscrizione all’Anagrafe degli italiani, l’Aire.

L’iscrizione partirà dalla presentazione della domanda, senza aspettare la ricezione da parte dell’ufficiale dell’anagrafe, o dalla dichiarazione di trasferimento presso l’ultimo Comune di residenza.

Al contrario, per il conferimento della cittadinanza italiana, i cittadini britannici sono equiparati ai cittadini dell’Unione europea, se abbiano maturato il requisito di legale residenza protrattasi per almeno quattro anni alla data di recesso del Regno Unito dall’Unione europea e qualora presentino domanda entro il 31 dicembre 2020.

E’ prevista anche l’assunzione di ulteriori 50 unità di personale da assegnare alla rete consolare all’estero, e sono previsti ulteriori finanziamenti per gli immobili ed i servizi consolari.

Tra i promotori del decreto Brexit l’onorevole Simone Billi, esponente della Lega, che ha presentato un ordine del giorno, poi approvato, che chiedeva particolare attenzione al potenziamento dei servizi consolari nel Regno Unito, con riferimenti a Londra ed Edimburgo, anche attraverso la riapertura di un ulteriore ufficio consolare, possibilmente a Manchester, così come richiesto dalla comunità Italiana.

Un secondo ordine del giorno approvato prevede anche la riduzione delle imposte sul reddito delle società degli italiani nel Regno Unito che, a seguito della hard Brexit, rientrino in Italia riaprendo la stessa attività.

Per leggere l’intero documento approvato alla Camera, questo il sito ufficiale dove è possibile consultarlo.


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