Un anno alla Brexit: gli italiani di Londra si raccontano tra incertezza e consapevolezza

Studenti, impiegati, consulenti, imprenditori, chi vive qui da anni, chi è appena arrivato, chi pensa di rientrare in Italia, chi prova a sfruttare la situazione

Un anno alla Brexit: gli italiani di Londra si raccontano tra incertezza e consapevolezza

 

Trecentosessantamila italiani nel Regno Unito iscritti all’Aire, dei quali 50mila godono della doppia cittadinanza: italiana e britannica. Una piccola elite, se si pensa al momento storico e al territorio nel quale vivono. E soprattutto al fatto che l’UK è nel pieno delle trattative per uscire ufficialmente dall’Unione Europea con deadline fissata al 29 marzo 2019.

Ma basterà la doppia cittadinanza a salvarli da un futuro che si pronostica incerto? Questo vale per loro, i cinquantamila, così come per tutti gli altri italiani che hanno subissato di richieste il Consolato italiano di Londra, l’Home Office, l’ufficio in materia di immigrazione del governo britannico, e gli studi legali privati di tutto l’UK, per richiedere l’iscrizione all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, la permanent residence o addirittura la cittadinanza.

Quella britannica da parte degli italiani, ma anche italiana da parte di quei britannici che non vogliono perdere lo status di cittadini europei tra un anno e un giorno da oggi.

Ci sono studenti, impiegati, consulenti, imprenditori, chi vive qui da anni, chi è appena arrivato, chi pensa di rientrare in Italia a breve, chi invece prova a sfruttare la situazione. Alcuni di loro li abbiamo incontrati, ecco le loro storie.

Francesco Buompane, imprenditore: “Le garanzie da fornire alle agenzie vicine al Governo britannico sono sempre più alte”. Clicca qui per leggere la sua storia

Vincenzo D’Onofrio, commercialista: “Anche con la Brexit è sempre meglio lavorare in UK che in Italia”. Clicca qui per leggere la sua storia

Federica Furci, insegnante: “Torno in Italia, non per la Brexit ma per la qualità mediocre della vita qui”. Clicca qui per leggere la sua storia



Savio Virgolino, farmacista: “Nonostante i primi accordi, si naviga ancora nell’incertezza”. Clicca qui per leggere la sua storia

Guglielmo Emmolo, visual effect artist: “Londra rimarrà sempre una città che accoglie tutti”. Clicca qui per leggere la sua storia

Fausto Galofaro, account executive: “Sono preoccupato ma disposto ad accettare i cambiamenti”. Clicca qui per leggere la sua storia