Prezzi delle case legati all’inquinamento del quartiere. La proposta a Londra

Il "Central Office of Public Interest" ha lanciato una iniziativa per verificare lo stato di salute nelle zone della città prima di acquistare un immobile

Prezzi delle case legati all’inquinamento del quartiere. La proposta a Londra

 

I prezzi delle case in alcuni dei quartieri più chic d Londra potrebbero essere abbassati perché sono ad alto tasso di inquinamento. A proporlo è il Copi (il Central Office of Public Interest), che sta promuovendo una campagna sulla qualità dell’aria nella capitale e ha lanciato il progetto Addresspollution.

Si tratta di un sito che rivela il livello di inquinanti cui è esposta un’abitazione, semplicemente indicando il suo codice postale. L’analisi si sofferma sul biossido d’azoto, che viene prodotto dai gas di scarico dei veicoli e che secondo l’Organizzazione mondiale della sanità se supera il tetto dei 40 microgrammi per metro cubo può portare ad un aumento del rischio di mortalità pari all’11 per cento.

Basta inserire la piccola stringa di numeri e lettere ed emerge il dato medio della zona, fornito dagli esperti del King’s College, che tengono sotto controllo la qualità dell’aria di Londra. Il suggerimento del Copi è quindi quello di verificare il livello di inquinamento e chiedere uno sconto a chi affitta o vende la casa, visto che si tratta di uno spazio in una zona non proprio ideale per la salute.

Compiendo una serie di ricerche sul sito, tra l’altro, si scopre che alcune delle zone più a rischio sono nei quartieri ricchi e alla moda. Ad esempio The Mall, Chelsea, Notting Hill, Regent’s Park, dove abitano anche vip come i Beckham o Daniel Craig.

Colpa forse del numero ridotto di fermate della metropolitana, che determina un aumento del traffico veicolare. Se a ciò si aggiunge che spesso si tratta anche di veicoli di lusso e di grandi dimensioni, che magari scaricano di più, non risulta difficile comprendere come mai il biossido di azoto sia superiore alla soglia.

L’indagine di King’s Collegetiene conto di cinque diverse fasce, da quella ad inquinamento basso fino a quella ad inquinamento molto alto, che corrisponde al 50 per cento di biossido in più, rispetto al valore soglia.

Così ci sono esempi come quelli di un appartamento di tre camere a Bayswater Road, poco lontano da Hyde Park, che costa 1 milione e 700mila sterline e ha un livello quattro di inquinamento visto che si trova in una zona dove mediamente in un anno si registrano 45 microgrammi per metro cubo di biossido.

Secondo una classifica rilanciata anche dal Times, che è tra i promotori della campagna per salvare l’ambiente, le aree più inquinate di Londra sarebbero Westminster, Southwark, Tower Hamlets, Kensington, Chelsea, Barnet, Ealing e Hillingdon con una media di 60 microgrammi o più, mentre le meno “tossiche” sono Sevenoaks district, Havering, Bromley, Thurrock, Tandridge e Brentwood con 22,5 microgrammi o meno di media.

In base alle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità i rischi connessi a un livello elevato di biossido riguardano l’apparato respiratorio, con sintomi come tosse o irritazione a livello di mucose e polmoni.

Le statistiche diffuse dal Royal College hanno calcolato poi che ogni anno nel Regno Unito ci sono 40mila morti premature dovute a questo tipo di inquinamento con costi pari a venti miliardi di sterline, tra spese sanitarie e impatto economico sul mondo delle imprese e del lavoro.

Per spingere tutti ad agire contro l’inquinamento, dunque, il Copi ha messo a punto lo strumento che calcola il biossido e invita a chiedere sconti. In modo che anche agenti immobiliari e proprietari comincino a mobilitarsi per evitare perdite.

In termini economici, infatti, si calcola che il deprezzamento delle case a causa del tasso di inquinamento potrebbe avere un impatto importante: 250mila sterline in meno nella zona di Chelsea oppure 66.419 in meno a Tower Hamlets e 146.359 a Islington.

Il progetto, comunque, non si ferma alla capitale. L’idea è di creare uno strumento analogo per ogni grande città. Perché l’aria inquinata è – purtroppo – un problema che riguarda quasi ogni angolo del Regno Unito.

(Foto @Pixabay)


Articolo realizzato con il supporto di Green Network Energy – la prima azienda italiana di energia nel Regno Unito 


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