A Londra i premi Bafta celebrano la creatività

La La Land vincitore indiscusso. Non sono mancate polemiche verso i governi May e Trump

A Londra i premi Bafta celebrano la creatività

 

Si è tenuta ieri sera la cerimonia di assegnazione dei Premi Bafta (British Academy Film Awards), considerati gli “Oscars” dell’industria cinematografica britannica e preludio ai più celebri premi americani che verranno assegnati domenica 26 febbraio.

La cerimonia, giunta quest’anno alla 70esima edizione e condotta come sempre dal presentatore inglese Stephen Fry, è tornata a svolgersi nella splendida cornice della Royal Albert Hall dopo ben vent’anni (l’ultima volta nel 1997), vantando la partecipazione straordinaria del Principe William (che dei BAFTA è Presidente Onorario) e della moglie Kate Middleton.

Il Musical La La Land, già entrato nella storia del cinema per le sue 14 nominations agli Oscars 2017, resta il vincitore indiscusso, portando a casa ben cinque BAFTA – Miglior Film, Miglior Colonna Sonora per le musiche di Justin Hurwitz, Miglior Fotografia, Miglior Regista a Damien Chazelle e Migliore Attrice Protagonista andato a Emma Stone – sebbene non sia riuscito a battere il record storico di vittorie del film western Butch Cassidy, che nel 1971 di BAFTA ne conquistò ben nove.

Niente da fare invece per il protagonista maschile del musical, Ryan Gosling, che ha visto soffiarsi il premio per Miglior Attore da Casey Affleck (fratello del più noto Ben) per il suo ruolo nel film Manchester By The Sea.

In un’epoca dove, a livello politico, le diversità appaiono quasi come un difetto, il cinema sembra invece valorizzarle e celebrarle: il premio per Miglior Attrice non protagonista è andato alla afroamericana Viola Davis, straordinaria in Barriere – adattamento di un romanzo premio Pulitzer Prize sul razzismo in American negli anni Cinquanta – mentre il giovane attore britannico di origini indiane Dev Patel ha ricevuto, emozionatissimo, il suo BAFTA come Miglior Attore non protagonista in Lion – storia vera di un bambino indiano adottato da una famiglia australiana e alla riscoperta delle proprie origini.

Non sono mancati poi i riferimenti politici ai governi di Donald Trump e May da parte di alcuni attori: il regista e sceneggiatore Kenneth Lonergan si è detto “fiero” della figlia, scoppiata in lacrime alla notizia delle elezione di Donald Trump a Presidente degli Stati Uniti, mentre un’emozionata Emma Stone non ha mancato di ricordare come “l’Amersia stia attraversando tempi duri e divisi”, invitando a celebrare la creatività. Durissimo anche il regista Ken Loach, che nel ritirare il premio per Miglior Film Britannico andato al suo dramma sociale “Io, Daniel Blake” (già vincitore della Palma D’Oro), ha attaccato duramente il governo May per il suo “duro trattamento verso i più poveri e vulnerabili” e per il recente rifiuto ad accogliere bambini rifugiati siriani nel Regno Unito.

Emozionante, infine, il conferimento del Premio alla carriera al regista Mel Brooks ed il consueto “In memoriam” in ricordo dei membri dell’industria cinematografica venuti a mancare nell’ultimo anno.

La lista completa dei vincitori è disponibile qui. Prossimo appuntamento, per gli appassionati del cinema e curiosi, il 26 febbraio con la Notte degli Oscar.