Trasferirsi in UK dopo la Brexit, ecco il nuovo processo selettivo

Maggior peso a lauree ed esperienze lavorative, così come avviene già in altri paesi dove vige il "point bases system"

Trasferirsi in UK dopo la Brexit, ecco il nuovo processo selettivo

 

Una domanda che mi viene posta molto spesso riguarda la possibilità di trasferirsi nel Regno Unito dopo Brexit. La situazione – come tutto ciò che riguarda Brexit – è ancora fluida, ma queste sono le varie opzioni che si prospettano all’orizzonte.

Innanzitutto, se il Regno Unito uscirà dall’Unione con un accordo, chi ha intenzione di venire a vivere qui potrà farlo beneficiando dell’attuale sistema transitorio di pre-settled e settled status, al pari di chi già risiede nel Paese.

Ricordiamo che la stragrande maggioranza dei cittadini europei già residenti in UK dovranno obbligatoriamente fare domanda di pre-settled status, se sono qui da meno di cinque anni, o di settled status se sono qui da almeno cinque anni.

Le poche eccezioni riguardano chi ha anche la cittadinanza britannica o irlandese, e chi ha un “indefinite leave to enter” or “indefinite leave to remain”. Chi invece ha un documento blu emesso ai sensi della normativa europea, come il “registration certificate” o la “permanent residence” dovrà convertirle in pre-settled o settled status entro dicembre 2020 -in caso di uscita dall’UE senza accordo- o giugno 2021 in caso di uscita con accordo.



Chi vorrà trasferirsi in UK dopo il 31 ottobre 2019, sarà soggetto a nuove norme immigratorie meno favorevoli di quelle applicabili a chi già è qui prima di Brexit.

Sarà ancora possibile entrare nel Regno Unito come adesso, ma se si ha intenzione di rimanerci, si dovrà fare domanda di “European Temporary Leave to Remain (Euro TLR)”, un permesso di soggiorno a tempo limitato che permetterà ai cittadini europei arrivati dopo Brexit di vivere, lavorare e studiare nel Paese anche dopo il 31.12.2020.

Il termine per la richiesta del TLR è fissato appunto al 31.12.2020, e la domanda sarà gratuita.

Il TLR sarà valido per 36 mesi e non potrà essere esteso, perciò ai fini di ottenere un permesso a tempo indeterminato, gli europei dovranno fare domanda ai sensi di nuove future norme. Ed infatti presto un nuovo sistema immigratorio, basato sul “point bases system” australiano, sarà implementato per ridurre l’immigrazione dando priorità a cittadini europei con più alto livello di istruzione o maggiore esperienza lavorativa.

Sarà più difficile ottenere visto di ingresso per chi vuole fare lavori meno qualificati, nonostante le proteste di vari settori quali quello della ristorazione e dell’edilizia che si basano molto su forza-lavoro europea.

Sarà inoltre più difficile ottenere un permesso di soggiorno se si hanno precedent penali o problemi di immigrazione in altri Paesi.


L’autrice di questo articolo è Gabriella Bettiga director di MGBe Legal. Per contattarla gabriella@mgbelegal.com

Foto @Pixabay – Riproduzione vietata – All Rights Reserved


Brexit, attualità, cronaca, lavoro eventi.  Il meglio delle notizie di Londra Italia in una email settimanale da non perdere. Iscriviti ora, è gratis.