Cittadinanza: nuove regole per chi lascia l’UK per un periodo a causa della pandemia

Ecco quali le novità per fare domanda prima della fine del periodo transitorio prevista per il 31 dicembre

Cittadinanza: nuove regole per chi lascia l’UK per un periodo a causa della pandemia

 

Mancano poco più di tre mesi alla fine del periodo di transizione che porterà al completamento della Brexit. Chi vorrà trasferirsi nel Regno Unito da gennario 2021 in poi non potrà beneficiare del regime di pre-settled e settled status, a meno che non riesca a provare di aver già vissuto nel Paese prima del 31 dicembre 2020.

Proprio per questo motivo, molti sfidano il rischio di una possibile quarantena e vengono a trascorrere almeno qualche giorno in UK, per avere la possibilità di fare domanda di pre-settled status.

In una situazione diversa si trova invece chi risiede normalmente in Gran Bretagna ma essendo rimasto bloccato in Italia per vari mesi a causa del lockdown, teme di non aver più diritto a presentare domanda di settled status o cittadinanza. Per fortuna c’è qualche buona notizia su questo fronte.

Il settled status si può richiedere anche dall’estero, e può essere basato anche su un qualsiasi periodo di residenza in UK per cinque anni continuativi. Quindi eventuali assenze recenti per via del Covid non dovrebbero essere un problema.

La situazione è più complessa per chi, trovandosi ancora in Italia, o essendo stato via per vari mesi a causa della pandemia, ha superato il numero di assenze consentite per poter fare domanda di cittadinanza.

Ricordiamo che gli adulti che vogliono naturalizzarsi, devono dimostrare di avere il certificato di permanent residence o il settled status da almeno un anno, e di non aver superato 450 giorni di assenze negli ultimi cinque anni, che ci concludono al momento della presentazione della domanda. Inoltre le assenze non possono superare i 90 giorni nell’ultimo anno.



I requisiti per i coniugi di cittadini britannici sono invece il possesso di settled status (anche da meno di un anno), e assenze non superiori a 270 giorni negli ultimi tre anni, di cui non più di 90 giorni negli ultimi 12 mesi. Cosa fare dunque se si è rimasti fuori dal Regno Unito molto più a lungo per via del Covid?

Finalmente ad inizio settembre l’Home Office ha modificato una delle guide pubblicate ad uso di chi decide le domande di naturalizzazione, ed ha incluso che in caso di assenze oltre il limite consentito ma inferiori a 900 giorni (o inferiori a 540 giorni in caso di coniugi di cittadini britannici), la domanda potrà essere accolta se le assenze oltre il limite sono state causate dalla pandemia.

Allo stesso modo, la domanda di cittadinanza potrà essere accolta se le assenze nell’ultimo anno sono oltre i 90 giorni consentiti ma inferiori a 180. Ricordiamo che queste linee guida sono piuttosto generali, e ogni caso verrà valutato in base alle prove ed alle dichiarazioni fatte. Ma almeno ora, dopo mesi di incertezza, c’è una indicazione concreta che le assenze da coronavirus non sono un impedimento alla presentazione della domanda.


L’autrice di questo articolo è Gabriella Bettiga director di MGBe Legal. Per contattarla gabriella@mgbelegal.com

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