Settled status ed emergenza coronavirus: l’Home Office sta rivedendo le linee guida

Nelle ultime settimane in molti sono rientrati in Italia. Un "buco" temporale che potrebbe non intaccare la domanda di permanenza in UK

Settled status ed emergenza coronavirus: l’Home Office sta rivedendo le linee guida

 

A causa del coronavirus, molti progetti sono saltati e c’è chi ha deciso di tornare in Italia per qualche mese, chi ha perso il lavoro e chi non riesce a spostarsi da un paese all’altro.

Nonostante la pandemia, la Brexit avanza e la fine del periodo transitorio, 31 dicembre, durante il quale si potranno ancora far valere i propri diritti di cittadine europei in UK, è ormai vicina.

E’ quindi molto importante assicurarsi il settled status o addirittura la cittadinanza britannica per tempo, ma le assenze impreviste possono pregiudicare l’esito di queste domande.

Innanzitutto ricordate che le domande di pre-settled e settled status possono essere presentate anche se non si è fisicamente presenti nel Regno Unito, usando la App EU Exit: ID documents check. Per il pre-settled status, basta dimostrare di essere o essere stati presenti in UK almeno un giorno negli ultimi sei mesi.

Per il settled status invece dovrete dimostrare la presenza continuativa nel paese per cinque anni. Anche se il sistema controlla automaticamente gli ultimi cinque anni, in realtà è possibile caricare documentazione probatoria relativa ad un qualsiasi periodo di residenza continuativa in UK di cinque anni, a patto che poi non abbiate lasciato il Regno Unito da cinque anni o più. Ad esempio, potrete dimostrare di aver vissuto in UK da marzo 2014 a marzo 2019, anche se poi vi siete trasferiti in Italia da aprile 2019 ad oggi, ed ottenere il settled status. Il settled status, una volta acquisito, si perde se lasciate il paese per cinque anni consecutivi o più.

Ma attenzione: per ottenerlo, la vostra residenza in UK deve essere continuativa. Questo significa che le vostre assenze nel quinquennio a cui fate riferimento, non devono eccedere sei mesi (continuativi o meno) in ogni periodo di 12 mesi. Sono previste delle eccezioni, tra cui un’assenza prolungata fino a 12 mesi per ragioni importanti come studio, salute e, in circostanze limitate, lavoro.



Per ora non esiste alcuna norma secondo la quale assenze causate dalla pandemia possono essere scontate dal computo totale. Ma sembra che l’Home Office presto pubblicherà linee guida in tal senso, applicabili sia al settled status che alla cittadinanza britannica.

Quindi se siete bloccati in Italia e non potete tornare, o avete deciso di lasciare il Regno Unito per trascorrere la quarantena con i vostri familiari, non disperate. E’ probabile che assenze dovute a circostanze così particolari non pregiudicheranno la vostra domanda.

Se invece le assenze sono veramente tante, e siete sicuri di aver interrotto la continuità di residenza, il consiglio è di rifare domanda di pre-settled status entro il 31 dicembre 2020. In tal modo, il tempo di residenza continuativa ricomincerà a decorrere, e non perderete l’opportunità di beneficiare delle norme transitorie ed acquisire il settled status alla fine di un nuovo periodo di cinque anni.

Ricordate che il pre-settled non potrà essere esteso oltre cinque anni, e non si potrà fare una nuova domanda dopo il periodo transitorio, perciò se lo farete scadere senza richiedere il settled status sarà troppo tardi e vi ritroverete soggetti alle stesse norme applicabili a chi entra in UK per la prima volta da gennaio 2021.


L’autrice di questo articolo è Gabriella Bettiga director di MGBe Legal. Per contattarla gabriella@mgbelegal.com

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