Settled e pre-settled status: quali rimedi abbiamo in caso di rifiuto

Se si è convinti di avere ragione sul proprio stato nel Regno Unito, si può fare richiesta di una “judicial review”

Settled e pre-settled status: quali rimedi abbiamo in caso di rifiuto

 

Il 30 marzo scorso il sistema online per fare domanda di settled status è stato ufficialmente aperto a tutti (anche se continua ad essere disponibile solo su telefoni con sistema Android).

Non c’è più bisogno di pagare £65 e, se avete fatto domanda nelle settimane precedenti, dovreste ormai aver ricevuto una email dall’Home Office a conferma che vi hanno rimborstato la cifra pagata.

Il mese scorso, il governo ha annunciato che circa 150.000 persone hanno fatto domanda di pre-settled o settled status durante le fasi di prova dello schema, e nessuna delle domande decise fino alla fine di febbraio 2019 è stata rifiutata.

Più di una volta l’Home Office ha confermato che le domande verranno decise con in mente l’idea di “approvare e non rifiutare”, contrariamente a quanto sembra accadere con altri tipi di richieste di permessi di soggiorno, decise nell’ambito dell’hostile environment, ossia del clima ostile nei confronti degli immigrati propugnato da Theresa May quando era ministro dell’interno.

TUTTO VIA EMAIL – Per il momento la nostra esperienza conferma che, in caso di dubbi, gli impiegati dell’Home Office mandano effettivamente una email al richiedente se necessitano di ulteriori prove, invece di rifiutare la domanda per mancanza di documentazione adeguata. Questo normalmente non succedeva con le richieste di permanent residence, ed è perciò uno sviluppo positivo.

A volte però abbiamo ricevuto richieste di prove di residenza che in realtà erano state già inviate. Ci siamo limitati ad allegarle nuovamente alla mail di risposta e il settled status è stato prontamente rilasciato. Al momento il problema maggiore sembrerebbe essere non tanto un rifiuto ma il rilascio di uno status “sbagliato”.

Se avete vissuto in UK per almeno cinque anni, ma non avete prove di residenza per l’intero periodo, potreste vedervi rilasciato il pre-settled status invece che il settled status.

Quando presentate la domanda di settled status, se vi viene richiesto di allegare alla domanda online prove della vostra presenza in UK, assicuratevi di non lasciare periodi scoperti superiori a sei mesi, altrimenti non riuscirete a dimostrare di non aver interrotto la residenza continuativa che, dopo cinque anni, vi permette di ottenere il settled status. Se avete inviato documentazione insufficiente ma vi è stato rilasciato il pre settled status, potrete ripresentare la domanda una volta in possesso di documentazione aggiuntiva.

Infatti sembra quasi certo che fino a dicembre 2020 (o giugno 2021) si potrà rimanere in UK sulla base delle normative europee e quindi se la vostra domanda viene rifiutata non diventerete “illegali” e non dovrete lasciare il Paese. La situazione cambierà dopo il periodo transitorio.

Se pensate di aver inviato la documentazione giusta, ma l’Home Office vi ha solo concesso il pre-settled status, o vi ha addirittura rifiutato, per il momento non avete la possibilità di presentare appello, ma potrete richiedere una revisione della decisione.

La domanda di “admin review” si presenta all’Home Office compilando un modulo online e pagando £80, che vi verranno restituiti se vi daranno ragione.



Non è possibile richiedere una revisione se la vostra domanda è rifiutata perchè l’Home Office ha deciso di deportarvi o escludervi dal Regno Unito. Queste circostanze si presentano solo in caso di condanne penali piuttosto serie.

Negli altri casi, potrete spiegare le ragioni per cui ritenete che l’Home Office abbia commesso un errore ed avrete anche la possibilità di allegare nuove prove. Le vostre ragioni verranno analizzate e dovreste ricevere una decisione entro 28 giorni. Se la decisione non viene mutata, ma siete ancora convinti di avere ragione, potrete fare domanda per un “judicial review”.

TRIBUNALE DELL’IMMIGRAZIONE – Questo procedimento consiste nel chiedere al tribunale dell’immigrazione (Upper Tribunal) di giudicare se la decisione dell’Home Office è corretta o meno. Si tratta di una procedura costosa e complessa, per cui è consigliabile rivolgersi ad un legale.

Ad esempio, se il giudice dovesse darvi torto, rischiereste di pagare i costi sostenuti dall’Home Office per presentare la loro difesa, quindi meglio essere certi di presentare judicial review solo se ci sono buone possibilità di successo. Al momento pare che il temuto “no deal” sia più o meno scongiurato. In caso di uscita dall’Unione con un accordo, il rifiuto delle domande di pre-settled o settled status dovrebbe far scattare un diritto di appello.

Questo è molto importante per assicurare una adeguata tutela dei propri diritti, che non è offerta dalla revisione amministrativa. La revisione amministrativa infatti si limita alla correzione di possibili errori dell’Home Office e non copre tutte le situazioni in cui si può essere rifiutati. L’appello invece viene presentato ad un organo indipendente, il tribunale dell’immigrazione (First Tier Tribunal) anche per motivi non contestabili con l’admin review.

Purtroppo al momento non è ancora certo che si avrà un diritto di appello, e la decisione è ancora al vaglio parlamentare.


L’autrice di questo articolo è Gabriella Bettiga, avvocato esperto in materie di immigrazione presso lo Studio Legale Sliglaw LLP.  Per contattarla potete mandare un’email a: gabriellab[at]sliglaw.com. 

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