“Londra resta aperta alla creatività e alle energie migliori del mondo”

London & Partners, ente di promozione della capitale inglese, delinea il futuro della città tra post Brexit e pandemia. La nostra intervista

“Londra resta aperta alla creatività e alle energie migliori del mondo”

 

“Londra è la città del tutto, ed è stata forgiata attirando le migliori energie del mondo. Lo abbiamo fatto per migliaia di anni e sono fiducioso che continueremo a farlo anche nel post-Brexit”. È chiaro il messaggio di London & Partner. Londra è ancora aperta ed è pronta ad accogliere i migliori talenti che il mondo ha da offrire. 

Una filosofia che riecheggia il famoso “London is open”, il motto del sindaco Sadiq Khan, che non a caso lavora in stretto contatto con London & Partner, che per il comune inglese funge da agenzia di promozione dell’immagine della metropoli nel mondo. Non solo turistica, ma anche commerciale e finanziaria.

Secondo l’analisi di Allen Simpson, amministratore con delega alla strategia e agli affari aziendali interpellato da LondraItalia, è questa poliedricità che garantisce alla città “la presenza dei migliori professionisti nei servizi finanziari, i migliori creativi del mondo, i migliori nello sviluppo e ricerca, nonché cultura e turismo”. 

È questo, nella filosofia dell’amministratore di L&P, che fa di Londra una meta contenibile ieri come oggi. “Le aziende che definiranno il futuro dell’economia mondiale, non cercano solo uno di questi elementi, li vogliono tutti. Vogliono trovare il caffè figo, il ristorante di richiamo, tutto a portata”. 

Qualcosa che, finora, Londra ha saputo assicurare. Ma nel post Covid-19, sarà ancora così?  Secondo Allen Simpson, si. Infatti per London & Partner, che gestisce tra gli altri, il marchio Visit London, l’elemento turistico resta centrale per la ripresa della città. 

“Ogni anno accogliamo 14 milioni di turisti.  Nel momento in cui crollano i viaggi internazionali, che siano per lavoro o piacere, una città come la nostra ne viene profondamente colpita. Ma ho due ragioni per essere ottimista. La prima è che Londra è leader negli investimenti diretti, nonostante la crisi, e anzi siamo stati recentemente nominati città con maggiore potenziale di ripresa economica. La seconda è legata al fatto che, beneficiando così tanto dell’essere meta dei viaggi internazionali, ci sarà una ripresa veloce. Le esperienze nel post pandemie, pensiamo al modello Taiwan con la Sars, dimostrano che il turismo si riprende velocemente. Appena le crisi sanitarie sono superate, la gente riprenderà a viaggiare”.

E per quanto riguarda il post Brexit? Non sembra essere un ostacolo insormontabile. Per Simpson “la sfida più grande di Londra non saranno gli aspetti regolatori o legali, ma ha molto più a che fare con quello che comunichiamo. Dobbiamo dire chiaro che Londra è stata costruita con l’apporto del mondo, è stata fondata dai banchieri italiani, dagli uomini d’affari indiani, dagli investitori americani, dai francesi e tedeschi. Lo dobbiamo dire chiaro. Siamo una città globale che è stata forgiata da partner globali. Lo siamo stati nel passato, lo saremo nel futuro”.


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