Illegali a casa propria: perché è importante fare domanda di pre-settled o settled status prima del 31 dicembre

Da pochi giorni è entrata in vigore una nuova legge sull’immigrazione che interessa i cittadini europei che risiedono nel Regno Unito. Ecco cosa c'è da sapere

Illegali a casa propria: perché è importante fare domanda di pre-settled o settled status prima del 31 dicembre

 

Il giorno 11 novembre 2020 è entrata in vigore una nuova legge sull’immigrazione che interessa il futuro dei cittadini europei che risiedono nel Regno Unito o hanno intenzione di trasferirsi. Il nome completo della legge è Immigration and Social Security Coordination (EU Withdrawal) Act 2020, ed il suo scopo principale è sancire la fine della libera circolazione finora garantita dai trattati europei.

Innanzitutto viene chiarito che qualsiasi diritto, obbligo, potere o procedura derivante dalla normativa dell’Unione Europea sarà inefficace ed inapplicabile se contrastante con qualsivoglia regola di immigrazione nazionale. Più specificamente, alcuni diritti fondamentali legati alla libera circolazione delle persone verranno abrogati.

Tra essi, il diritto ad entrare nel Regno Unito senza difficoltà, il diritto a risiedervi liberamente senza bisogno di un permesso di soggiorno ed il diritto al lavoro senza restrizioni, che impediva che nella ricerca di un lavoro gli europei fossero discriminati rispetto ai cittadini britannici.

Questa legge, dalle conseguenze gravissime, è necessaria per preparare la strada al famigerato sistema a punti, che si applicherà da gennaio 2021 agli europei che vorranno trasferirsi in UK per lavorare.

Nel frattempo, chi già risiede in UK ha tempo fino al 30 giugno 2021 per richiedere il pre-settled o settled status, ma è preferibile fare domanda al più presto per evitare di trovarsi in una condizione di illegalità tra gennaio e giugno 2021.

Vediamo perchè: fino alle ore 23:00 del 31 diecembre 2020, gli europei presenti nel Regno Unito potranno ancora beneficiare della libera circolazione, in quanto i trattati europei sono ancora applicabili durante quello che è stato definito il periodo transitorio.

Dal primo gennaio al 30 giugno 2021 invece, si entrerà in un periodo di grazia, durante il quale il governo britannico gentilmente concederà agli europei sei mesi di tempo per mettersi in regola, se non l’hanno ancora fatto.



Durante questo lasso di tempo, chi ha esercitato i diritti di libera circolazione potrà continuare a farlo, ma il problema si pone per chi questi diritti non li ha mai esercitati, magari senza saperlo. Esercitare i diritti di libera circolazione, significa risidere in un paese europeo in qualità di lavoratore dipendente o autonomo, persona in cerca di lavoro oppure studente o persona economicamente autosufficiente.

In queste ultime due situazioni (cioè in caso di studenti o persone economicamente autosufficienti) sappiamo che il Regno Unito esige che si abbia una assicurazione medica privata o la propria tessera sanitaria nazionale.

Quindi se non la avete, o se ad esempio non siete autosufficienti perchè avete richiesto fondi pubblici per sostenervi, nel 2021 risiederete in UK illegalmente, finchè non farete domanda di pre-settled o settled status.

Facciamo un esempio: se nel 2020 lavorate, potrete continuare a farlo nel 2021, ed il governo considererà la vostra residenza in UK come legale, in quanto i trattati europei consentono la libera circolazione ai lavoratori. Se invece non lavorate perché vi supporta il vostro o la vostra consorte, e non avete assicurazione medica, non siete in regola con la normativa europea, e quindi nel 2021 non avete alcun diritto di libera circolazione da “conservare”. Pertanto, siete nel Paese illegalmente.

Il rimedio è semplice: fate subito domanda di pre-settled o settled status, e “sanerete” la vostra situazione, ma attenzione ad una futura domanda di cittadinanza britannica, dove il governo considererà se avete mai avuto un periodo di illegalità nei dieci anni precedenti l’invio della domanda stessa, che potrebbe portate ad un rifiuto.


L’autrice di questo articolo è Gabriella Bettiga director di MGBe Legal. Per contattarla gabriella@mgbelegal.com

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