Sette euro e un controllo online: così i britannici dovranno pagare per entrare in UE

La notizia è stata confermata nei giorni scorsi dalla Commissione europea

Sette euro e un controllo online: così i britannici dovranno pagare per entrare in UE

 

Sette euro ogni tre anni: questa la cifra che dovranno pagare i cittadini britannici per entrare nell’Unione Europea, naturalmente se Brexit si concretizzerà. La notizia è stata confermata dalla Commissione Europea nei giorni scorsi, quando hanno cominciato a delinearsi le implicazioni pratiche dell’uscita del Regno Unito. Ma non si tratta di un balzello punitivo. Vediamo perché.

Se l’uscita si concretizzasse, Londra rientrerà nella lista dei paesi che necessitano dell’ETIAS (European Travel Information and Authorization System). Si tratta di una verifica telematica da completare prima dell’ingresso in territorio comunitario. Questa sorta di approvazione preventiva è necessaria per un gruppo di oltre 60 stati: nessun visto di ingresso per chi appartiene a questa lista, ma una procedura di controllo anteriore al viaggio con l’obiettivo di effettuare una prima, grossa, cernita tra chi ha diritto di entrare e chi no. Parliamo, naturalmente, di soggiorni brevi, per un massimo di 90 giorni.

ETIAS: COS’E’ IL SISTEMA CHE INTERCETTA LE MINACCE  – Negli ultimi anni sono aumentati i controlli alle frontiere, complice l’intensificarsi della minaccia terroristica.  ETIAS snellisce le procedure ai varchi fornendo una sorta di pre-autorizzazione. Il semaforo verde si ottiene sulla base di alcune informazioni estremamente generali. “Dobbiamo sapere chi attraversa i nostri confini. In questo modo conosceremo chi viaggia in Europa ancora prima che ci arrivi” spiegò nel 2016  il presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker. Ma quali sono le informazioni?

Per presentare domanda  servono un passaporto biometrico, un indirizzo e-mail valido e una carta di credito o di debito valida.

Sarà, quindi, necessario indicare indirizzo di residenza, composizione del nucleo familiare, stato di salute e itinerario del viaggio. Ma ci sono anche domande riguardo ad attività lavorativa, uso di droghe ed eventuali  precedenti penali.

ETIAS si connetterà a numerosi database, tra cui quello di Interpol ed Europol, per determinare, in anticipo e con un controllo incrociato, se la persona ha diritto a entrare nell’Unione. In caso di rifiuto l’accesso è bloccato; ma una risposta positiva non esclude di essere fermati alla frontiera dagli ufficiali di polizia. Mentire, precisano le autorità, non conviene: nella peggiore delle ipotesi, si può essere inseriti in una black list che impedisce l’accesso all’area Schengen.

Il via libera ottenuto è valido tre anni e la procedura ha un costo di sette euro.  Nulla cambia, per il momento: allo stato delle cose, la complicazione per i cittadini britannici diventerà operativa  solo a partire dal 2021, quando, cioè, sarà terminato il periodo di transizione post Brexit.

@apiemontese