Con la Brexit stop alla libertà di circolazione dei cittadini europei. Anzi no

Marcia indietro del Governo britannico su consiglio di un team di legali del Ministero dell’Interno. Ecco come funzioneranno le cose

Con la Brexit stop alla libertà di circolazione dei cittadini europei. Anzi no

 

Solo due settimane fa Priti Patel, nuova segretaria di Stato per gli Affari Interni, annunciava che il 31 ottobre 2019 avrebbe portato con sé la fine della libertà di circolazione per i cittadini europei.

La notizia, che ha gettato nel panico molti europei residenti in UK o intenzionati a trasferirsi, è stata presto ridimensionata in quanto il governo ha dovuto fare marcia indietro, su consiglio di un team di legali del Ministero dell’Interno.

Cancellare il diritto alla libera circolazione sulla base di un semplice progetto di legge sull’Immigrazione o sulla base del withdrawal Act e senza ricorso al Parlamento comporterebbe il rischio di azioni legali contro il governo.

Ecco quindi che si cambia registro, tornando al piano originale in caso di uscita dall’Unione senza un accordo.



Formalmente la libertà di circolazione sancita dalle leggi europee cesserà di esistere, ma sembra che i cittadini UE potranno continuare ad entrare nel Regno Unito dopo questa data, ma sulla base di leggi nazionali e non europee.

Inoltre ci si è resi conto dell’impossibilità di implementare un sistema immigrativo nuovo e molto complesso nel giro di due mesi.

Pertanto, contrariamente a quanto è stato detto, i datori di lavoro non dovranno controllare lo status dei cittadini europei fino al 2021, visto che non esiste un sistema che permetta di differenziare chi già risiede in Gran Bretagna da chi entrerà dopo il 31 ottobre.

Pare che l’idea di far registrare chi entra in UK dopo la Brexit sarà implementata. Questo significa che sarà possibile continuare ad arrivare in UK senza bisogno di un visto, però chi è intenzionato a rimanere per più di tre mesi dovrà “registrarsi” con l’Home Office.

Non ci sono ancora informazioni su come funzionerà questo schema, sui costi e sulle conseguenze di una mancata registrazione.

Insomma, continua a regnare il caos su tutto ciò che è Brexit, con la conseguente incertezza per il futuro degli europei in UK e dei cittadini britannici nel resto dell’Unione che perderanno la protezione delle leggi europee e saranno soggetti alle leggi nazionali sull’immigrazione dei vari paesi in cui risiedono.


L’autrice di questo articolo è Gabriella Bettiga director di MGBe Legal. Per contattarla gabriella@mgbelagal.com

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