Cittadinanza britannica: l’Home Office aggiorna le linee guida per ottenerla

Non basterà più solo il settled status, ma bisognerà dimostrare anche altri aspetti legali dei cinque anni precedenti vissuti in UK

Cittadinanza britannica: l’Home Office aggiorna le linee guida per ottenerla

 

Con l’introduzione del settled status, molti cittadini europei hanno tirato un sospiro di sollievo, contenti di poter evitare di presentare domanda di permanent residence, molto più laboriosa e complessa.

Il settled status ha garantito l’ottenimento del permesso di soggiorno a tempo indeterminato anche a chi si sarebbe visto rifiutare la permanent residence perché non poteva dimostrare di aver vissuto nel Regno Unito per cinque anni consecutivi esercitando uno dei diritti di libera circolazione garantiti dai trattati europei.

La normativa europea consente la libera circolazione a persone economicamente attive (cioè lavoratori dipendenti o automomi), in cerca di lavoro (per limitati periodi), o a chi studia oppure è economicamente autosufficiente.

Per ottenere la permanent residence, studenti e persone economicamente autosufficienti devono provare di avere a propria disposizione fondi tali da non aver bisogno di chiedere benefits, e di avere una assicurazione sanitaria privata, oppure la tessera di assicurazione europea emessa dal proprio paese di origine (e non dal Regno Unito).

La domanda di settled status richiede invece solo la presenza fisica nel Paese per cinque anni consecutivi, ed è quindi un modo molto più semplice per ottenere l’indefinite leave to remain. Il problema però si pone al momento della richiesta di naturalizzazione.

L’Home Office ha aggiornato l’elenco dei requisiti necessari per ottenere la cittadinanza britannica, chiarendo che chi vuole naturalizzarsi sulla base del settled status, dovrà provare di aver risieduto legalmente nel Regno Unito.

Molti europei non sanno neanche che la propria residenza in UK possa non essere stata legale, in quanto l’assenza di tale diritto non ha mai comportato alcuna conseguenza. Ma ci sono moltissime persone la cui domanda di cittadinanza potrebbe essere respinta su questa base.

Ad esempio studenti o persone che non hanno lavorato per tutto o parte del quinquennio necessario a maturare il diritto ad ottenere il permesso di soggiorno a tempo indeterminato, dovranno dimostrare di aver avuto una assicurazione sanitaria.



Altre categorie di persone che potrebbero incontrare problemi sono chi ha cercato lavoro per tempi prolungati o chi ha fatto affidamento su fondi pubblici. Per tutti sarà possibile ottenere il settled status, ma queste persone potranno avere problemi alla presentazione della domanda di cittadinanza britannica.

Infatti, le nuove linee guida dell’Home Office, pubblicate il 15 maggio 2020, confermano che il settled status non è sufficiente da solo a confermare la propria presenza legale sul territorio ai sensi delle regole europee.

A complicare ancora di più le cose, l’Home Office specifica che una volta ottenuto il pre-settled status, la propria residenza potrebbe essere considerata legale fino all’ottenimento del settled status, ai sensi delle norme nazionali e non europee sull’immigrazione.

Chi deciderà la vostra domanda di naturalizzazione, controllerà cosa avete fatto nei cinque anni precedenti l’invio della domanda stessa (o tre anni per i coniugi dei cittadini britannici) ed avrà il potere di approvarla in via discrezionale, anche se non potete dimostrare che prima di ottenere il settled status avete vissuto in UK legalmente.

Ma affinché l’Home Office eserciti questa discrezionalità, starà a voi spiegare i motivi per cui non potete soddifare questo requisito, cosa molto difficile visto che molti non immaginano neanche che questo sia un problema. Tenendo presente i costi elevati (£1330) della domanda di naturalizzazione, è importante valutare la propria situazione e le possibilità di successo prima di procedere.


L’autrice di questo articolo è Gabriella Bettiga director di MGBe Legal. Per contattarla gabriella@mgbelegal.com

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