Cittadinanza britannica in tempo di Brexit: tutti i pro e contro nel richiederla (costi a parte)

Avere il passaporto offre molti vantaggi, così come ottenere il settled status. Le differenze spiegate dalla nostra esperta in materia di immigrazione

Cittadinanza britannica in tempo di Brexit: tutti i pro e contro nel richiederla (costi a parte)

 

A causa della Brexit l’ottenimento del settled status è una necessità. Se ci si vuole assicurare il diritto di poter soggiornare nel Regno Unito senza limiti di tempo, bisogna fare domanda entro fine giugno 2021.

Una volta ottenuto il settled status, sarà possibile fare domanda di naturalizzazione. Chi ha un coniuge britannico potrà generalmente presentare la domanda di cittadinanza immediatamente dopo l’ottenimento del settled status mentre gli altri dovranno aspettare un anno.

Ma è veramente necessario diventare sudditi di Sua Maestà o possiamo continuare a vivere tranquillamente in UK senza bisogno di fare esami di inglese, pagare 1330 sterline e passare ore a raccogliere documenti e compilare moduli al computer? Gli italiani residenti in UK sono divisi su questo punto.

C’è chi si rifiuta per principio, chi ha paura di dover pagare più  tasse e chi teme di perdere la cittadinanza italiana (spoiler: la cittadinanza italiana non si perde con l’acquisto di quella britannica, in quanto sia il Regno Unito che l’Italia ammettono la doppia cittadinanza). Dall’altro lato c’è chi ha voglia di sentirsi completamente integrato, chi ritiene di essere maggiormente tutelato in quanto cittadino e chi vuole assicurarsi di non avere più problemi legati all’immigrazione in futuro. Chi ha ragione? Ci sono vantaggi e svantaggi in entrambi i casi.

Lo svantaggio principale riguarda i costi. Presentare domanda di cittadinanza vi alleggerirà il portafogli di circa £1500, tra costi da pagare all’Home Office (£1330), costo dell’appuntamento per dare i dati biometrici (da £19.20 in su), esame Life in the UK (£50) e test di inglese (circa £150).

Inoltre vi servirà un po’ di tempo da dedicare alla lettura della guida pubblicata dall’Home Office che spiega i vari requisiti che dovete soddisfare, ed alla preparazione della domanda e dei documenti necessari per assicurarvi di non essere rifiutati. Se vi affidate ad un legale risparmierete tempo e massimizzerete le possibilità di successo, ma spenderete di più.

In relazione al fisco, ciò che conta è l’effettiva presenza nel Paese, per cui nella maggior parte dei casi non c’è differenza tra l’avere il settled status o la cittadinanza.
Nei confronti dell’Italia probabilmente l’iscrizione all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE) fa più differenza dell’ottenimento della cittadinanza britannica. Però se avete una situazione complessa parlatene con un commercialista prima di decidere.



Quali sono invece i vantaggi di essere un British citizen? Innanzitutto la cittadinanza è (quasi) per sempre. Soltanto in rari casi, come ad esempio se commettete atti terroristici, il governo può revocare lo status di cittadino. Invece, il settled status potrebbe essere revocato, con conseguente deportazione, se subite una condanna penale in UK o altrove.

Al di là dei problemi di fedina penale, molto più semplicemente il settled status si perde se vi assentate dal Regno Unito per più di cinque anni consecutivi. Solo i cittadini britannici poi possono ricoprire alcuni ruoli nei servizi di sicurezza o nell’ambito della carriera militare. Per cui niente futuri James Bond tra gli europei con il solo settled status.

Un altro vantaggio pratico è la possibilità di avere due passaporti, per cui in caso uno sia in scadenza, potrete comunque viaggiare con l’altro. In più il passaporto britannico eviterà code in aeroporto al vostro rientro in UK.

Non dimentichiamo infine che da cittadini potrete votare in caso di elezioni generali e referendum (gli europei possono votare solo alle elezioni locali), o candidarvi e far pesare la vostra opinione su questioni importanti, come è stata la Brexit.


L’autrice di questo articolo è Gabriella Bettiga director di MGBe Legal. Per contattarla gabriella@mgbelegal.com

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