Brexit, i ministri dalla May per dare via libera all’accordo di uscita dall’UE

Il Primo Ministro sta svelando tutti i dettagli del tanto atteso documento composto da circa 500 pagine

Brexit, i ministri dalla May per dare via libera all’accordo di uscita dall’UE

 

Theresa May sta incontrando i ministri del proprio governo per incassare la fiducia sull’accordo negoziato con l’Unione Europea. Al numero 10 di Downing Street arrivano uno a uno i membri del cabinet, per una riunione dall’esito niente affatto scontato. Dopo le dimissioni di David Davis, capo negoziatore, e di Boris Johnson, sostenitore della linea dura con Bruxelles, la premier ha dovuto incassare nei giorni scorsi la perdita di Jo Johnson, fratello dell’ex sindaco di Londra.

Da ieri sera la Brexit non è più una parola, ma un insieme di clausole che è, quindi, possibile valutare. Se il passaggio di oggi darà esito positivo, se, cioè, i ministri approveranno, il passo successivo sarà la convocazione di una riunione straordinaria a Bruxelles, con ogni probabilità il 25 novembre. Dopo, toccherà al Parlamento di Westminster pronunciarsi.

L’esito è tutt’altro che scontato. Brexit, così come è stata negoziata, scontenta quasi tutti, sia i sostenitori della linea dura – che ritengono il Regno Unito troppo vincolato dalle concessioni fatte alla UE – sia, ovviamente, i Remainers, a questo punto ancora più convinti che, tutto sommato, fosse meglio restare nell’Unione.

Giova ricordare che il governo di Theresa May si regge in Parlamento grazie ai voti del DUP, partito nordirlandese, dopo la sciagurata scelta di indire nuove elezioni nel 2017.

L’accordo negoziato dalla premier prevede un periodo di transizione in cui il Regno Unito manterrà un piede nell’Unione. Tale periodo durerebbe fino alla fine del 2020.

Di fronte all’atteggiamento inaspettatamente compatto della UE, May ha fatto del suo meglio. Una hard Brexit, un’uscita, cioè, senza accordo, vagheggiata da alcuni, avrebbe probabilmente messo il Regno Unito di fronte a difficoltà nell’approvvigionamento di cibo, medicinali e altri bene di consumo, ma avrebbe compromesso anche i voli e la circolazione delle persone. Una scommessa troppo rischiosa, che a Downing Street non hanno accettato.

@apiemontese