Brexit, ecco cosa accadrà agli europei nel Regno Unito in caso di no deal

Un'analisi di The3million rivela i rischi per milioni di persone: un limbo di fatto e regole destinate a cambiare rapidamente

Brexit, ecco cosa accadrà agli europei nel Regno Unito in caso di no deal

 

A 8 mesi dalla data di uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, il 29 marzo 2019, si fanno sempre più insistenti e frequenti le voci che evocano un no deal, una prospettiva considerata inconcepibile solo un anno faFanno parte di una strategia per mettere pressione ai negoziatori e spaventare il pubblico o davvero la sinistra prospettiva di un no deal è reale? E cosa accadrebbe ai residenti europei nel caso di un’uscita senza accordo?

Il gruppo The 3 million, attivissimo nell’attività di lobbying per la difesa dei diritti degli oltre 3 milioni di cittadini europei in Gran Bretagna, lo ha chiesto a Stijn Smismans, professore di Diritto Europeo alla Cardiff University. 

Secondo Smismans, in caso di no deal, il rischio è un limbo di fatto per milioni di persone.

Il rischio non è immediato perché i diritti dei residenti europei sarebbero garantiti dallo European Union Act 2018, meglio noto come Withdrawal Act, approvato dal Parlamento inglese, in base al quale inizialmente la legislazione valida rimarrebbe quella europea. In pratica, il giorno dopo la Brexit non cambierebbe nulla.

Tuttavia, in caso di no deal, il Governo britannico sarebbe libero di cambiare le regole, e secondo il professore “è molto probabile che lo faccia rapidamente”, visto che

  1. il controllo dell’immigrazione è una delle sue priorità
  2. Se vuole limitare futuri ingressi dall’Unione Europea imponendo una politica di visti non potrà fare eccezioni con chi è già residente
  3. Ha tutto l’interesse a fare pressione sugli Stati membri dell’Unione europea per ottenere concessioni per i propri cittadini residenti in Europa.

“Di conseguenza, la maggior parte delle protezioni garantite dal Withdrawal Act potrebbero durare qualche giorno, settimane o mesi in caso di no deal, ma non molto più a lungo. Sempre che il Governo non adotti provvedimenti diversi prima della scadenza [del 29 marzo 2019]”.

Non solo. Al di là delle azioni del Governo, secondo Smismans, certi privati (proprietari di casa, istituti bancari, datori di lavoro) potrebbero dare la loro interpretazione dei diritti garantiti dal Withdrawal Act e seguire piuttosto le indicazioni dell’Hostile environment, l’ambiente ostile introdotto dal Governo britannico in relazione ad alcune categorie di immigrati.

Cosa c’è da aspettarsi? Secondo l’analisi, il Governo britannico potrebbe attivare un sistema di concessione dell’ILR, Indefinite Leave to Remain, simile al Settled Status proposto ma con alcuni diritti in meno, come quello di tornare entro 5 anni dopo aver lasciato il paese.

In sintesi, conclude il professore, in caso di no deal i residenti europei nel Regno Unito si troverebbero in un limbo di fatto, malgrado la temporanea protezione legale.

 

Photo: Flickr/Tiocfaidh ár lá 1916