Brexit, May perde altri pezzi: si dimettono quattro ministri

Il segretario per la Brexit e quello per l'Irlanda del Nord rimettono il mandato dopo il si arrivato al termine della riunione fiume di mercoledì.

Brexit, May perde altri pezzi: si dimettono quattro ministri

È il giorno piú lungo per la May.  L’approvazione del suo Governo al deal Brexit, arrivata ieri sera dopo una riunione-maratona di quasi sei ore, si è sciolta stamattina come neve al sole.  Nell’arco di poche ore ben quattro ministri del suo governo hanno presentato le dimissioni, motivandole proprio con l’impossibilità di supportare l’accordo con l’Unione Europea faticosamente raggiunto.

L’uscita piú drammatica è quella di Dominic Raab, il Ministro per la Brexit (nella foto) ovvero il membro del governo direttamente responsabile per l’uscita dell’Unione Europea. Raab si è dimesso alle nove del mattino sostenendo di non potere “in buona coscienza” supportare l’accordo, pubblicando una lunga lettera su Twitter. Raab aveva assunto il ruolo poco piú di quattro mesi fa, dopo che il precedente ministro per la Brexit David Davis si era dimesso in contrasto con la May. Una poltrona che scotta per quella che appare sempre piú com una mission impossible.

L’altra dimissione pesante è quella di Shailesh Vara, ministro responsabile per l’Irlanda del Nord. L’accordo presentato ieri da Theresa May prevede che l’Irlanda del Nord rimanga per un tempo potenzialmente indeterminato all’interno del mercato unico europeo. Un compromesso necessario per evitare di ripristinare il confine (e le inevitabili tensioni) tra le due parti dell’isola. Ma si tratta di una soluzione che inevitabilmente, secondo gli unionisti, separerebbe l’Irlanda del Nord dal resto del Regno Unito.

Con motivazioni simili si sono dimessi anche Esther McVey, ministro del lavoro e delle pensioni,  Suella Braverman, sottosegretaria per la Brexit.  E non è detto che non si aggiungano altri nomi nelle prossime ore.

Nella mattinata May è apparsa alla House of Commons per difendere l’accordo, superando indenne la prova. Ma la situazione rimane estremamente critica.  La tenuta del governo e della leadership di Theresa May sono appese a un filo. Il prossimo passo, ovvero l’approvazione dell’accordo da parte del Parlamento, appare fortemente in dubbio. Secondo Mark Francois, parlamentare Tory membro dello European Research Group, ci sono 84 parlamentari conservatori pronti a votare contro l’accordo e il numero continua a crescere, al punto che una approvazione gli appare “matematicamente impossibile”.  E nel dibattito di questa mattina Jeremy Corbyn ha espresso l’intenzione di votare contro. Per la May, un fuoco incrociato dal quale non sarà facile uscire indenne.