Brexit: addio al celebre marchio CE, il Regno Unito introduce l’UKCA

Anche se Downing Street non ha ancora spiegato come funzionerà accrescendo il disappunto tra i produttori britannici

Brexit: addio al celebre marchio CE, il Regno Unito introduce l’UKCA

 

E’ il simbolo per eccellenza dell’Europa unita, che dal 1993 idenfitica la conformità dei prodotti per tutti gli stati membri. Sia quelli realizzati e diffusi all’interno della comunità che provenienti dall’estero, soprattutto dalla Cina.

Parliamo del celebre CE, la marcatura dell’Unione europea che dal prossimo anno sparirà sui prodotti che verranno realizzati nel Regno Unito, dopo la scelta di quest’ultimo di non far parte più dell’UE.

Al suo posto esordirà l’UKCA, UK Conformity Assessed, che comprova la conformità dei prodotti vendibili all’interno del territorio britannico. Un cambio che, a parole, appare semplice ma che nella realtà dei fatti è molto complicato.

Proprio i produttori inglesi stanno sollecitando il governo centrale a chiarire il nuovo regime di import export dei prodotti nel Regno Unito. Con poco più di cinque mesi alla scadenza del periodo di transizione, Downing Street non ha ancora pubblicato i dettagli su come funzionerà il proprio marchio.

Nel 2019 il governo precedente all’attuale, quello di Theresa May, aveva affermato che il marchio CE sarebbe stato riconosciuto nel Regno Unito per un periodo limitato in caso di uscita senza accordo, il “no-deal”. Mentre quello di Boris Johnson, sembrerebbe voler chiudere definitivamente con il CE per far valere fin da subito l’UKCA.

I produttori stanno spingendo per il ripristino del periodo di grazia e la pubblicazione dei dettagli del nuovo schema. I negoziatori del Regno Unito stanno attualmente cercando di concordare un accordo di mutuo riconoscimento con Bruxelles che vedrebbe entrambe le parti riconoscere le reciproche certificazioni.

Un portavoce del Dipartimento per le strategie aziendali, energetiche e industriali ha dichiarato: “Il Regno Unito ha proposto il riconoscimento reciproco della valutazione di conformità che faciliterebbe il commercio di merci valutate in conformità al Regno Unito (UKCA) e marcate CE. Ciò è soggetto a negoziazione in corso e forniremo ulteriori dettagli a tempo debito”.

Ma, come anticipato, le cose non sembrano essere così semplici. I negoziati commerciali sembrano infatti essere destinati a trascinarsi in autunno, dopo che i funzionari britannici hanno ammesso che, al momento, non vi è stata alcuna svolta.

Sebbene un altro ciclo di colloqui sia previsto per la settimana del 17 agosto, la Germania, che detiene la presidenza di turno dell’UE, ha affermato che non inizierà a concentrarsi sui colloqui commerciali fino a settembre, impegnata ora con l’emergenza sanitaria da coronavirus.

La determinazione di Johnson a lasciare l’unione doganale e il mercato unico dell’UE imporrà in ogni caso una nuova pesante burocrazia alle società che commerciano attraverso la Manica, ma lasciare l’Unione europea senza un accordo peggiorerebbe le cose.

@AleAllocca


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